The forever race.
01 agosto 2017 // Moto
Il Concessionario più veloce del mondo.
Una telefonata può davvero cambiare la vita. 
È quello che è successo a Don Vesco, meccanico disoccupato e grande appassionato di moto e di velocità, che nel 1966 chiama Yamaha Usa
Lo fa per accettare di aprire una concessionaria, l'unica possibilità che gli rimane per continuare a gareggiare con le moto a tre diapason, che ha già portato alla vittoria alla 125 miglia di Daytona nel 1963.
 
 
Le corse, lui ce le ha nel sangue fin da piccolo. 
Da bambino va forte su qualsiasi cosa, dalle skateboard alla bicicletta. 
Finire sulla moto per lui è naturale, come respirare
E non si limita a quello. 
Smonta e trucca i motori di aeroplanini modello, acquista scooter distrutti e li rimette a posto, gareggia su strada, nei dirt track, nelle drag race. 
Il suo motto è : “Tu lo nomini, e io lo guido”. 
Uno così è normale che voglia andare forte, più forte di tutti.
 
 
Per farlo c'è solo una strada, quella bianca e piattissima del Lago Salato di Bonneville, la stessa che percorrerà il nostro team, il 12 agosto
Per chi non lo sapesse, Ringo, Di Pillo e Cecotti in sella alle loro Faster Sons, parteciperanno alla mitica Speed Week, una settimana per provare i propri limiti e quelli delle moto, in mezzo a piloti arrivati lì da tutto il mondo.
 
 
Ma torniamo a Don Vesco e al suo sogno. 
Nel settembre 1970, sul Lago salato di Bonneville, il concessionario volante è il primo uomo a superare il muro dei 400 km/h, alla guida della sua moto, un siluro carenato spinto da 2 motori Yamaha da 350 cc. 
È il caso di dire che lascia tutti di sale.
 
 
Il primato dura poco, circa un mese, ma Donnie ci riprova e nel 1975 sfiora i 500 km/h con Silver Bird, il razzo a due ruote con due propulsori Yamaha da 750 cc, rubati alla Yamaha TZ750. 
Una moto leggendaria come i suoi piloti, come Giacomo Agostini e Kenny Roberts.
 
 

Donnie Vesco continua fino alla fine a sfidare i limiti, dell'uomo e del mezzo, perché la sua battaglia per la velocità è una missione. 
Non per niente lo chiamano “The forever racer”. 

Il Lago Salato di Bonneville ha molte altre storie da raccontare. 
E, da oggi, anche per quello della musica. 

 

 
 
Credits: Curtis Palmer - Matt Guzzetta